A distanza di venti giorni, la scena si sarebbe riproposta
ricalcando un copione analogo.
Dopo aver prenotato telefonicamente un ulteriore
appuntamento, l’uomo sarebbe stato riconosciuto dalla vittima solo una volta
entrato nella stanza utilizzata per i massaggi.
A quel punto, dopo averla afferrata per i capelli,
l’avrebbe costretta a spogliarsi.
Questa volta, però, la donna, fingendo di assecondare le
sue pretese, sarebbe riuscita a sottrarsi all’aggressione ed a raggiungere la
strada per chiedere aiuto, riuscendo a metterlo in fuga. In quegli attimi
concitati, il trentaseienne avrebbe perso il cellulare all’interno della
struttura.
