Un allevatore biologico del Somerset, Mark Purdey, ha fatto
più per la scienza di tutti i virologi messi assieme.
Purdey dedicò gran parte della sua vita a contestare la
narrativa ufficiale sull'Encefalopatia Spongiforme Bovina (BSE), comunemente
nota come "morbo della mucca pazza".
Mentre la comunità scientifica internazionale, la stessa
dietro alle truffe dell'AIDS e del covid, identificava nei prioni - proteine
mal ripiegate e dicono infettive - la causa della malattia, Purdey osservò come
la condizione fosse ben più semplicemente basata su fattori ambientali e
chimici.
Il fulcro della sua tesi risiedeva nell'uso massiccio di
composti organofosforati, in particolare il fosmet, che il governo britannico
aveva reso obbligatorio negli anni '80 per eradicare l'ipoderma, un parassita
dei bovini.
Purdey osservò che questi estremamente tossici pesticidi
venivano trovati lungo la colonna vertebrale degli animali, proprio in
prossimità del sistema nervoso centrale.
L'esposizione a tali sostanze chimiche, combinata con
squilibri minerali nel suolo e nell'alimentazione, avrebbe agito come un
catalizzatore tossico capace di deformare la struttura delle proteine prioniche
naturali presenti nel cervello.
Purdey sosteneva che la malattia non fosse il risultato di
un contagio mediato da farine animali infette, ma piuttosto una risposta
biochimica a un ambiente degradato.
Evidenziò come le zone con alta incidenza di BSE
presentassero spesso suoli carenti di rame e ricchi di manganese.
Quando il rame - componente essenziale per la stabilità
delle proteine cerebrali - viene a mancare o viene rimpiazzato dal manganese
sotto l'influsso degli organofosforati, la proteina subisce un'alterazione
strutturale che porta alla degenerazione spongiforme.
Nonostante la sua mancanza di una formazione accademica
formale, Purdey condusse ricerche sul campo in tutto il mondo, analizzando
cluster di malattie simili in Islanda, Colorado e Slovacchia, cercando sempre
correlazioni tra metalli pesanti, inquinamento industriale e patologie
neurodegenerative.
La scienza ufficiale ha ovviamente continuato a sostenere
il modello infettivo del prione, senza nessun riscontro scientifico, e la
battaglia di Purdey rimane un esempio di come un singolo individuo possa
sfidare le politiche governative e i giganti dell'industria chimica, sollevando
interrogativi ancora oggi discussi sulla complessità delle interazioni tra
ambiente e salute pubblica.
Ma in questo mondo di merda, i media globalisti sono
interamente controllati da quelle stesse aziende che ci avvelenano e ci
ingannano, e l'uomo della strada continua a credere alla mucca pazza.
dal canale telegram di Bello, Onesto, emigrato Australia





















