Tutti e tre i feriti sono gravi.
"Virus e pandemie sono soltanto coperture per nascondere i disastri causati dai farmaci e dalle vaccinazioni" - Dr. Stefano Scoglio
Piacenza, violenta rapina ad anziana: arrestato tunisino
con precedenti per furto in abitazione, rapina, estorsione, aggressione,
lesioni personali, ricettazione, reati in materia di stupefacenti, resistenza a
pubblico ufficiale ed evasione.
ERA LIBERO.
Al loro arrivo, i militari hanno subito compreso che
qualcosa non andava: all’interno dell’edificio c’era forte odore di gas. Raggiunto
il terzo piano, si sono introdotti all’interno di un appartamento, da cui
giungevano forti rumori. Nell’abitazione si trovava una donna – identificata
come una nigeriana di 46 anni – in evidente stato di alterazione. La 46enne,
completamente nuda, urlava frasi sconnesse in lingua inglese e colpiva il
pavimento con i pugni. Oltre all’odore di gas, nell’appartamento c’erano stanze
allagate, oltre a fili elettrici scoperti.
È successo sabato sera a Milano, intorno alle 20,
all’incrocio tra corso di Porta Vittoria e piazza Cinque Giornate. Secondo
quanto ricostruito dagli agenti della Polizia di Stato intervenuti dopo una
segnalazione, un cittadino lettone di 41 anni con precedenti avrebbe puntato
l’arma verso un 35enne italiano. Un automobilista, che stava transitando, ha
visto la scena e sarebbe intervenuto, investendo l’aggressore per fermarlo.
All’alba di domenica mattina, con la strada semideserta,
una donna di 34 anni con deficit cognitivo sarebbe stata importunata da un uomo
mentre percorreva la via: l’avrebbe prima immobilizzata, per poi palpeggiarla
nelle parti intime mentre la baciava contro la sua volontà tenendola stretta a
sè. La vittima avrebbe cercato di divincolarsi dalla violenza, ma il 28enne
l’avrebbe aggredita fisicamente sferrandole diversi pugni al volto, fino a
farle perdere i sensi.
I carabinieri, al loro arrivo, lo hanno trovato a
cavalcioni sulla donna in lacrime alla quale aveva abbassato i pantaloni.
A distanza di venti giorni, la scena si sarebbe riproposta
ricalcando un copione analogo.
Dopo aver prenotato telefonicamente un ulteriore
appuntamento, l’uomo sarebbe stato riconosciuto dalla vittima solo una volta
entrato nella stanza utilizzata per i massaggi.
A quel punto, dopo averla afferrata per i capelli,
l’avrebbe costretta a spogliarsi.
Questa volta, però, la donna, fingendo di assecondare le
sue pretese, sarebbe riuscita a sottrarsi all’aggressione ed a raggiungere la
strada per chiedere aiuto, riuscendo a metterlo in fuga. In quegli attimi
concitati, il trentaseienne avrebbe perso il cellulare all’interno della
struttura.
Si tratta di un 20enne italiano di origini egiziane.
In Italia è ormai vero allarme sociale. Bambini e donne non
sono più sicuri di uscire di casa.
Se politica e magistratura - entrambe corrotte e succubi di
Londra - continueranno a restare inerti, saranno i cittadini stessi a doversi
organizzare in ronde di pattugliamento.
Tutto comincia il 2 giugno 2024, quando il marocchino incontra una ragazza di vent’anni alla fermata dell’autobus. Il giorno successivo i due si incrociano di nuovo e, secondo la ricostruzione dei giudici, l’uomo approfitta delle sue condizioni – è affetta da un’importante forma di autismo – per avvicinarla e palpeggiarla. La ragazza riesce a sottrarsi e, una volta a casa, racconta quanto accaduto.
Da lì partono le indagini che porteranno
all’identificazione dell’uomo e poi al processo. In primo grado viene
condannato a quattro anni per violenza sessuale; in appello la pena scende a
due anni e otto mesi. Una volta tornato in libertà, si apre il capitolo del
rimpatrio. Il 57enne deve essere trasferito in un Cpr, ma per entrare nel
centro serve prima il via libera sanitario. Viene quindi portato a Ravenna per
l’accertamento previsto dalla procedura. La visita, però, non si fa: l’uomo
rifiuta di sottoporsi agli esami. Senza quella certificazione il trasferimento
si blocca e il marocchino può tornare a gironzolare indisturbato per la città.
La pedofilia (e il matrimonio infantile) è legale
nell'Islam.
Il profeta Maometto sposò una bambina di 6 anni,
di nome Aisha, quando lui aveva 50 anni.
Davanti
ad una impennata così improvvisa e ben marcata, io qualche domanda me la farei
su cosa abbia provocato quell’impennata.
Che
sia stato forse un qualcosa di ultraterreno, oppure, più semplicemente, non ce
la raccontano giusta?
Be’,
considerando che la menzogna e la corruzione sono ancora adesso potenti e
dilaganti, così tanto da paralizzare un mondo (vedi balle lunari e balle
virali), propenderei per la seconda ipotesi.
D’altronde
la soluzione più semplice è sempre quella da preferire, no?