meno armi più vigneti
"Virus e pandemie sono soltanto coperture per nascondere i disastri causati dai farmaci e dalle vaccinazioni" - Dr. Stefano Scoglio
giovedì 18 giugno 2026
mercoledì 17 giugno 2026
Brienno, ubriaco al volante si schianta contro un'auto che precipita nel Lago di Como.
Un'auto con due persone a bordo è finita nel lago di Como
poco dopo la mezzanotte lungo la statale Regina, nel tratto compreso tra
Brienno e Argegno.
Una donna è riuscita a uscire autonomamente dall'abitacolo
prima che il veicolo si inabissasse ed è stata trasportata in ospedale in
codice rosso. È stato invece recuperato il corpo dell’uomo disperso.
Sarebbero quattro le auto coinvolte.
Tre i feriti, la donna di 35 anni che viaggiava con la
vittima - anche lei residente a Centro Valle Intelvi, recuperata ferita dai
soccorritori sulla scarpata lungo la quale è precipitata l'auto - e due ragazzi
di 29 e 30 anni a bordo di una terza vettura (illeso invece il conducente della
quarta auto).
Arrestato 29enne ubriaco che ha causato l'incidente ed è
poi fuggito
I carabinieri hanno arrestato un uomo di 29 anni di nazionalità marocchina, che in base
a una prima ricostruzione avrebbe provocato l'incidente.
Rintracciato dai carabinieri, risulta che si fosse messo alla guida con un tasso etilico tre volte superiore al limite consentito dalla legge.
Richiedente asilo violenta 10 donne in 1 anno a Milano.
L’Italia è diventata il paradiso degli stupratori
stranieri. Non più solo clandestini sbarcati illegalmente, ma anche chi,
brandendo la parola magica “asilo”, supera ogni controllo alla frontiera e
viene scaricato nelle nostre città. Non vengono respinti. Vengono accolti,
protetti, mantenuti. E intanto girano per Milano, Roma, Torino come rider su
biciclette o scooter, consegnando pizze e acqua minerale alle italiane che,
ignare, aprono la porta di casa.
Giustizia fai-da-te.
Massafra, giustizia fai-da-te contro il molestatore
pakistano: pestato a sangue dopo aver importunato le ragazze. L’ennesimo grido
d’allarme ignorato.
Un ubriaco di nazionalità pakistana, già noto alle forze
dell’ordine, infastidisce giovani italiane in un bar del lungovalle. La
reazione popolare è immediata e dura. Video virale, Carabinieri sul posto, ma
il sistema resta muto sul vero problema: l’immigrazione incontrollata che rende
le nostre città sempre più insicure.
Nella notte tra sabato e domenica, nella frequentata zona
del lungovalle, un cittadino pakistano in evidente stato di ebbrezza ha deciso
di infastidire alcune ragazze italiane all’interno di un bar. Quello che è accaduto
dopo non è un semplice “episodio di violenza”, ma l’ennesima, prevedibile
conseguenza di anni di politiche migratorie fallimentari e di un’autorità che
sembra più preoccupata di proteggere chi arriva che di difendere chi è di casa.
Le immagini, riprese da testimoni e diventate virali in
poche ore, sono chiare: l’uomo viene raggiunto da un calcio deciso, crolla a
terra e viene immediatamente circondato. Schiaffi, pugni, calci. Qualcuno cerca
di separare, ma il messaggio che arriva dallo schermo è inequivocabile: la
pazienza dei cittadini è finita. Non si tratta di teppismo. Si tratta di
esasperazione.
I Carabinieri della Compagnia di Massafra sono intervenuti
rapidamente, hanno identificato il pakistano – già fermato in altre occasioni –
e hanno chiamato il 118 per le cure del caso. L’uomo, nonostante le lesioni
evidenti, ha rifiutato di sporgere denuncia. Un dettaglio che parla da solo:
forse perché sapeva di aver oltrepassato ogni limite, o forse perché
un’indagine più approfondita avrebbe potuto far emergere altri suoi precedenti.
Questo non è un fatto isolato. È il risultato diretto di un
modello di accoglienza senza regole che da anni importa uomini provenienti da
culture profondamente incompatibili con la nostra. Uomini che, spesso con
problemi di alcol e con un’idea di rispetto verso le donne che appartiene a un
altro secolo, si muovono liberi per le nostre strade, nei nostri bar, nelle
nostre piazze. E quando qualcuno osa dire “basta”, le istituzioni si affrettano
a ricordare che “la giustizia non si fa da soli”.
Ma la domanda vera è un’altra: perché questo pakistano, già
fermato in passato, si trovava ancora libero di girare ubriaco e di molestare
ragazze italiane? Chi ha deciso che la sua presenza sul territorio nazionale
fosse più importante della sicurezza delle nostre figlie?
L’articolo 52 del Codice penale parla di legittima difesa.
Quello che è successo a Massafra assomiglia sempre di più a una forma spontanea
di autodifesa collettiva di fronte a un pericolo concreto e ripetuto. Quando lo
Stato non garantisce la sicurezza, quando i rimpatri restano sulla carta e i
controlli sono una barzelletta, i cittadini finiscono per fare ciò che le
istituzioni non fanno più: proteggere le proprie donne.
Il video virale non è solo la cronaca di un pestaggio. È il
termometro di un Paese stanco. Stanco di vedere le proprie città trasformate,
stanco di dover spiegare alle figlie di stare attente perché “ci sono certi
tipi in giro”, stanco di essere accusato di razzismo quando chiede
semplicemente di poter vivere in pace nella propria terra.
Le forze dell’ordine hanno fatto il loro dovere
identificando l’uomo. Ora spetta alla politica fare il proprio: stop
all’immigrazione da Paesi ad alto rischio di integrazione, rimpatri immediati
per chi commette reati, tolleranza zero per chi non rispetta le regole del
Paese che lo ospita. Altrimenti, episodi come quello di Massafra non saranno
più eccezioni. Diventeranno la norma.
E allora non ci si dovrà più stupire se la gente comincerà
a pensare che l’unica giustizia rimasta sia quella che si fa da sé.
martedì 16 giugno 2026
Germania, 14enne decapitato da un richiedente asilo palestinese.
Jermaine B. aveva solo 14 anni, è stato ucciso poche
settimane fa a Memmingen, nel Land della Baviera, pochi chilometri a sud
rispetto a Stoccarda e a pochi a nord-ovest rispetto a Monaco. A togliergli la
vita, secondo quanto emerso, è stato un richiedente asilo palestinese, Qais
Saleh, 37enne presumibilmente nato ad Abu Qash in Cisgiordania, che si trovava
armato nell’edificio abbandonato in cui è stato trovato il corpo del piccolo,
colpito alla gola. Jermaine era scomparso da casa alcuni giorni prima e per
cercarlo erano stati fatti alzare in volo anche gli elicotteri ma solo dopo 3
giorni le forze dell’ordine l’hanno ritrovato.
Spagna, malata terminale di 69 anni violentata da un marocchino in ospedale.
Ibiza, Spagna – L’ospedale pubblico Can Misses di Ibiza ha
rafforzato i suoi protocolli di sicurezza dopo l’aggressione sessuale subita da
una paziente di 69 anni malata terminale di cancro, presumibilmente per mano di
un immigrato marocchino di 25 anni che è riuscito a entrare nel complesso
ospedaliero nelle prime ore del 14 maggio.
Secondo le indagini, l’aggressore è riuscito a forzare
diverse porte per raggiungere la stanza della donna, dove l’avrebbe minacciata
di morte. La paziente è riuscita a premere il pulsante di emergenza mentre
l’uomo la teneva per il collo e la minacciava di tagliarle la gola se avesse
chiesto aiuto.
lunedì 15 giugno 2026
Violentata per strada a 16 anni.
Le urla della ragazza avevano attirato l’attenzione di una residente
che ha chiamato il 112 e consegnato ai carabinieri un video con gli abusi.
40enne italiano pestato a sangue dai maranza a Porto San Giorgio.
Sono stati identificati i quattro maranza che l’altro ieri
hanno picchiato a sangue un 40enne di Porto San Giorgio, che aveva avuto il
coraggio di affrontarli per chiedergli di lasciare in pace la figlia. Si tratta
di giovani tunisini, che vivono nella cittadina delle Marche.
Segaioli stranieri avanti tutta!
L’italia è il bengodi di ladri, sodomiti, ammazzabambini,
criminali importati e mantenuti dai lavoratori schiavi del sistema.
All wankers are welcome to italy!
Tranquilli nessuno
vi toccherà! Masturbatevi tranquilli.
E non dimenticate di passare a ritirare i soldi regalati
dal governo così ci comprate anche un coltello per massacrare qualcuno.
Di giorno seghe a nastro davanti ai bambini e di notte si
va a rubare a casa degli italiani.
Wow che vita cool!
dal canale telegram Libera espressione
domenica 14 giugno 2026
Ammazzato a coltellate per l'immondizia.
Non è successo a Londra, a Parigi o a Berlino: è successo
stanotte a Roma.
Tragedie come questa ricorrono sempre più spesso nelle
nostre cronache. Il motivo è molto chiaro: l’immigrazione di massa ha portato
nella società italiana un grado di violenza e di brutalità che non avevamo mai
visto. È ora di prenderne atto e reagire: sul lungo periodo la soluzione si
chiama remigrazione, ma adesso l’urgenza è restituire alle persone normali la
libertà di armarsi fino ai denti e difendersi IN TUTTI I MODI POSSIBILI.
dal canale telegram di Matteo Brandi
Figuratevi cosa sono capaci di fare ad un civile disarmato italiano.
Marocchino pregiudicato si presenta in caserma di Venturins
per obbligo di firma e picchia un carabiniere.
Questi parassiti alzano la cresta picchiando perfino i
carabinieri davanti alla caserma.
Se picchiano un carabiniere in caserma figuratevi cosa sono
capaci di fare ad un civile disarmato italiano.
Espulsione immediata con pena da scontare nel proprio paese
di origine e in caso di ritorno, pene severissime e certe.
Queste bestie capiscono solo il bastone.
L’Italia non necessita di parassiti.
dal canale telegram Libera espressione





















