Olevano Romano: un energumeno africano di due metri dà di
matto e manda in ospedale sindaco e quattro carabinieri.
Ecco cosa succede quando la “violenza cieca” delle
“risorse” incontra forze dell’ordine che non possono usare la forza.
"Virus e pandemie sono soltanto coperture per nascondere i disastri causati dai farmaci e dalle vaccinazioni" - Dr. Stefano Scoglio
Olevano Romano: un energumeno africano di due metri dà di
matto e manda in ospedale sindaco e quattro carabinieri.
Ecco cosa succede quando la “violenza cieca” delle
“risorse” incontra forze dell’ordine che non possono usare la forza.
Lo hanno colpito con una spranga e accoltellato perché si
era rifiutato di consegnare dei soldi
Una rapina finita nel sangue con la vittima che è stata
trasportata d’urgenza in ospedale. I fatti sono accaduti nelle vicinanze della
stazione di Lavinio, nel comune di Anzio.
A rendere noti i fatti è stato il sindacato di polizia
Coisp, che fa sapere: “l'uomo, dopo l'udienza di convalida dell'arresto per
lesioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, è stato già rimesso in
libertà".
Ha rapinato una donna, totalmente incurante del fatto che lei fosse incinta di cinque mesi, prendendola a calci e pugni. Per questo la polizia di Bergamo ha arrestato un 36enne, nativo della Guinea e regolare in Italia.
L’aggressione è stata notata da una volante della questura,
che attorno alle 2.30 stava transitando in via Foro Boario: alla vista dei
poliziotti, l’aggressore si è dato alla fuga nelle vie limitrofe, ma è stato
raggiunto e fermato.
Donna a spasso con il cane viene aggredita e ferita dopo
una discussione con un cittadino di nazionalità marocchina.
La ragazzina è stata trovata su una panchina di Duna Verde
(Caorle – Venezia) seminuda e in stato confusione. La struttura sanitaria
dell’Uls si è presa cura di lei e ha fatto subito degli approfondimenti sulle
condizioni della minore. Nonostante i ricordi confusi, la giovane avrebbe detto
di non ricordare nulla di quanto successo dopo essere stata avvicinata da un
gruppo di ragazzi. Si tratta di tre giovani stranieri, identificati grazie alle
telecamere presenti sul luogo. La polizia locale li ha individuati in un locale
lì vicino e li ha posti in stato di fermo.
Rapina e atti sessuali ai danni di una 50enne nel pomeriggio, in pieno centro a Brinsisi.
Due giovani di 25 anni di origine straniera sono stati fermati e arrestati dalla polizia dopo un inseguimento terminato nei pressi della stazione ferroviaria. I due avrebbero aggredito la donna in via Indipendenza tentando di strapparle la borsa. Durante l’aggressione l’avrebbero palpeggiata mentre avevano i pantaloni calati.
(ANSA) – Un 19enne arrestato dalla polizia il 27 agosto scorso a Imperia per aver tentato di violentare una minorenne al termine della Notte Bianca tra il 22 e 23 agosto è stato scarcerato dal giudice e messo ai domiciliari perché si è ‘pentito’ dell’aggressione.
Lo segnala la senatrice di Italia Viva-Casa Riformista
Daniela Sbrollini, capogruppo in commissione Femminicidio.
“Dopo la sconcertante rimessa in libertà dell’uomo di 42 anni che ha molestato una minorenne in un minimarket di Torino, e che ci aveva già provato due settimane prima con la stessa vittima, un nuovo caso di violenza contro le donne a Imperia – denuncia la senatrice -.
Un 19enne segue una ragazzina per 40 minuti e poi la getta
a terra per abusare di lei. Viene arrestato ma il giudice non convalida il
fermo e lo mette ai domiciliari. In entrambe le situazioni si sottolinea il
‘pentimento’ dell’aggressore. È del tutto inaccettabile”.
La stragrande maggioranza dei post che ho trovato sia su
telegram che su tiktok parlano di una bambina di 13 anni che è stata stuprata
dal bengalese. In realtà non è andata così, poiché la bambina è stata
"soltanto" palpeggiata al seno.
È ovvio che si tratta pur sempre di una violenza, aggravata
dall’età della vittima.
Quando si mette le mani addosso a qualcuno, che non sia per
legittima difesa, è pur sempre una negazione della Libertà altrui, così come il
rubare.
Quello che voglio dire, senza dilungarmi troppo, è che la
negazione della Libertà va punita, severamente, senza indugio alcuno.
Se ciò non avviene è un fatto gravissimo, poiché costituisce
una negazione della Libertà.
Domanda ad anna mascolo: le piacerebbe se qualcuno negasse la sua Libertà mettendole le mani addosso?
Questa gente è alienata dal potere: non ha più alcun legame
con le esigenze terrene dei suoi simili.
Parliamo di "volontà popolare", visto che oggi va
tanto di moda in Veneto.
La legge sul fine vita appena approvata nasce da una
proposta di iniziativa popolare sostenuta da 9.000 firme, raccolte anche in
digitale. Bene: 9.000 cittadini si fanno sentire e la Regione legifera. È così
che dovrebbe funzionare la democrazia partecipativa.
Il problema è che funziona solo a senso unico.
Nel 2018 noi cittadini veneti abbiamo presentato una
petizione con 38.000 firme di soli residenti in Veneto. Nel 2019 abbiamo
depositato una proposta di legge di iniziativa popolare con 110.000 firme
fisiche - carta e penna, raccolte una per una nei Comuni italiani, senza
scorciatoie digitali e in sole 4 settimane. Numeri che fanno impallidire le
9.000 di oggi.
Risultato? Cassetto. Silenzio. Nessuna legge, nessuna
discussione degna di questo nome. Anzi, solo odio.
Non entriamo nel merito della legge sul fine vita: non è il
nostro tema e non pretendiamo di dare un contributo su una materia che non ci
compete. Ma una cosa la diciamo forte e chiara: usare il "volere del
popolo" come paravento quando fa comodo, e ignorarlo quando parla con una
voce dieci volte più forte, è ipocrisia pura. E questo modo di fare politica,
sì, ci fa schifo.
Corvelva Staff
In Olanda è stata applicata per la prima volta l’eutanasia
su un bambino di età inferiore ai 12 anni. Si tratta del primo caso da quando i
Paesi Bassi hanno allargato le “maglie” della legge sul fine vita, permettendo
la morte assistita anche per i bambini tra 1 e 12 anni affetti da malattie
incurabili.
Guardate questo bambino: se fosse stato israeliano o
ucraino, stamattina lo avremmo visto su tutte le prime pagine dei giornali. Ci
sarebbero state maratone televisive e non si parlerebbe d'altro.
Invece è iraniano, si chiamava Amir Mohammad Karimi, 4 anni ed è stato ucciso dalla coalizione Epstein, USA e
Israele.
Immaginate se l'Iran avesse bombardato una festa nuziale a
Tel Aviv, ammazzando 5 persone e ferendone 63. Sarebbe successo il finimondo.
Invece lo ha fatto la coalizione Epstein in Iran.
E allora tutti zitti, nessuna indignazione. Nessuna
notizia. Nessun racconto. Solo indifferenza. Perché per gli ipocriti,
guerrafondai e servi occidentali, ci sono bambini che valgono e bambini che non
valgono. Morti che hanno un nome, mentre morti che sono a malapena numeri.
Perché se la vittima è israeliana o ucraina, allora vale.
Se invece è palestinese, iraniana o russa, possono benissimo crepare sotto il
silenzio generale. Che schifo!
Giuseppe Salamone