meno armi più vigneti
"Virus e pandemie sono soltanto coperture per nascondere i disastri causati dai farmaci e dalle vaccinazioni" - Dr. Stefano Scoglio
domenica 21 giugno 2026
Attenzione al mondo che ci circonda.
Un mondo squallido, che riflette fedelmente la moralità dei
governi, che via via si susseguono.
I governi della finta pandemia, della miriade di virus
inventati dal nulla, dei vaccini che uccidono, laddove non invalidano.
I governi che sostengono le guerre.
I governi che sfruttano le bugie green, distruggendo
l'ambiente con pale eoliche e pannelli fotovoltaici, in nome di una emergenza
climatica che, come i virus, non esiste.
sabato 20 giugno 2026
Ucraina, nuovo scandalo corruzione: spariti 4,7 miliardi.
Mentre Bruxelles accelera il percorso di adesione
dell’Ucraina all’Unione Europea, continuano ad emergere nuovi scandali che
alimentano dubbi sulla reale capacità di Kiev di rispettare gli standard
richiesti ai Paesi membri. Un’inchiesta del Servizio Tributario ucraino ha
portato alla luce una rete di oltre 2.300 società fantasma che avrebbe
trasferito all’estero circa 4,7 miliardi di dollari in appena due anni.
Nel frattempo, si moltiplicano le accuse di corruzione, le
ombre sulla gestione degli aiuti occidentali e le preoccupazioni per l’impatto
economico che l’ingresso dell’Ucraina potrebbe avere sull’Unione.
Furbizia ucraina.
Media ucraini: "bombardamenti russi hanno distrutto costumi di uno studio cinematografico".
Ma nelle foto appaiono cataste di componenti di
droni kamikaze sommersi dalle macerie!
Tra gli obiettivi colpiti dall’esercito russo la scorsa notte a Kiev c’è lo studio cinematografico Dovzhenko.
Secondo il giornale
online ucraino Novoe Vremya, l’attacco russo ha distrutto circa 100 mila
costumi utilizzati in “film leggendari”. Ma nelle foto scattate sul posto dai
giornalisti e successivamente pubblicate in rete non sono finiti i suddetti costumi,
bensì oggetti ben presto identificati come componenti dei droni kamikaze FP-1
(FP-2), utilizzati dai militari ucraini per gli attacchi a medio-lungo raggio.
La foto è stata rimossa quando sguardi più attenti hanno
notato l’incongruenza, smascherando la catena di montaggio di droni che i
militari ucraini hanno provato a nascondere tra i locali dello studio
cinematografico.
dal canale telegram di Rangeloni news
Spazzatura bianca.
SONO 250.000, NON 25.000
Abbiamo sbagliato di uno zero, colpa nostra, non ci
ricordavamo bene.
Questo è il numero di ragazzini e ragazzine stuprati e
spesso uccisi in Gran Bretagna negli ultimi 20 anni da bande organizzate di
pachistani.
Bande di immigrati pedofili e mussulmani coperte dalla
polizia (che spesso si è unita agli
stupri) e coperte ai più altissimi livelli, fra i quali spiccano i nomi di
Sadik Khan, avvocato, già difensore di terroristi tagliagole e oggi sindaco del
Londonistan e dell'immercescibile omosessuale che non paga i gigolò (i quali
poi gli bruciano la macchina per vendetta) Keir Starmer, oggi Primo Ministro ma
all'epoca Procuratore Generale del Regno Unito, colui che ha fermato sul
nascere qualunque indagine, qualunque inchiesta, qualunque accusa.
I colpevoli e i loro protettori andrebbero evirati,
impalati sulle HIghlands e lasciati li a futura memoria.
dal canale Voci da telegram
venerdì 19 giugno 2026
Orrori pakistani nel Regno Unito.
Il 15 marzo 2004 Donald Kriss fu rapito in Kenmure Street
da cinque uomini pakistani appartenenti ad una gang locale guidata da Imran
Shahid. Il rapimento doveva essere una risposta ad un attacco subito da Shahid
presso un locale notturno nel centro di Glasgow la notte precedente da parte di
un gruppo di ragazzi scozzesi, e Donald fu scelto in quanto "ragazzo
bianco dell'area di McCulloch Street", nonostante non fosse affatto
coinvolto nell'episodio al locale notturno della sera precedente, né membro di
alcuna banda giovanile[2].
Donald fu tenuto in auto per circa trecento chilometri,
inizialmente fino a Dundee, mentre i rapitori cercavano una casa dove
nasconderlo, e poi, non avendola trovata, di nuovo a Glasgow, a Clyde Walkway,
vicino al centro sportivo Celtic Football Club[3]. Qui, tenendolo per le
braccia, lo pugnalarono tredici volte: Donald riportò lesioni interne a tre
arterie, ad un polmone, al fegato e ad un rene. Fu castrato, gli venne tagliata
la lingua, fu ricoperto di benzina, gli fu dato fuoco e fu lasciato morire nelle
fiamme[4].
da wikipedia
Altro tentativo di rapimento di un bambino da parte di un immigrato.
Non credo che sia difficile intuire che se iniziano a ripetersi episodi di questo tipo da mesi, ci sia qualcuno che sta usando gli immigrati clandestini per rapire i bambini italiani. La domanda è semplice: chi commissiona questi rapimenti e cosa fa la magistratura, a parte scarcerare i clandestini, per scoprire i mandanti?
Cesare Sacchetti
giovedì 18 giugno 2026
mercoledì 17 giugno 2026
Brienno, ubriaco al volante si schianta contro un'auto che precipita nel Lago di Como.
Un'auto con due persone a bordo è finita nel lago di Como
poco dopo la mezzanotte lungo la statale Regina, nel tratto compreso tra
Brienno e Argegno.
Una donna è riuscita a uscire autonomamente dall'abitacolo
prima che il veicolo si inabissasse ed è stata trasportata in ospedale in
codice rosso. È stato invece recuperato il corpo dell’uomo disperso.
Sarebbero quattro le auto coinvolte.
Tre i feriti, la donna di 35 anni che viaggiava con la
vittima - anche lei residente a Centro Valle Intelvi, recuperata ferita dai
soccorritori sulla scarpata lungo la quale è precipitata l'auto - e due ragazzi
di 29 e 30 anni a bordo di una terza vettura (illeso invece il conducente della
quarta auto).
Arrestato 29enne ubriaco che ha causato l'incidente ed è
poi fuggito
I carabinieri hanno arrestato un uomo di 29 anni di nazionalità marocchina, che in base
a una prima ricostruzione avrebbe provocato l'incidente.
Rintracciato dai carabinieri, risulta che si fosse messo alla guida con un tasso etilico tre volte superiore al limite consentito dalla legge.
Richiedente asilo violenta 10 donne in 1 anno a Milano.
L’Italia è diventata il paradiso degli stupratori
stranieri. Non più solo clandestini sbarcati illegalmente, ma anche chi,
brandendo la parola magica “asilo”, supera ogni controllo alla frontiera e
viene scaricato nelle nostre città. Non vengono respinti. Vengono accolti,
protetti, mantenuti. E intanto girano per Milano, Roma, Torino come rider su
biciclette o scooter, consegnando pizze e acqua minerale alle italiane che,
ignare, aprono la porta di casa.
Giustizia fai-da-te.
Massafra, giustizia fai-da-te contro il molestatore
pakistano: pestato a sangue dopo aver importunato le ragazze. L’ennesimo grido
d’allarme ignorato.
Un ubriaco di nazionalità pakistana, già noto alle forze
dell’ordine, infastidisce giovani italiane in un bar del lungovalle. La
reazione popolare è immediata e dura. Video virale, Carabinieri sul posto, ma
il sistema resta muto sul vero problema: l’immigrazione incontrollata che rende
le nostre città sempre più insicure.
Nella notte tra sabato e domenica, nella frequentata zona
del lungovalle, un cittadino pakistano in evidente stato di ebbrezza ha deciso
di infastidire alcune ragazze italiane all’interno di un bar. Quello che è accaduto
dopo non è un semplice “episodio di violenza”, ma l’ennesima, prevedibile
conseguenza di anni di politiche migratorie fallimentari e di un’autorità che
sembra più preoccupata di proteggere chi arriva che di difendere chi è di casa.
Le immagini, riprese da testimoni e diventate virali in
poche ore, sono chiare: l’uomo viene raggiunto da un calcio deciso, crolla a
terra e viene immediatamente circondato. Schiaffi, pugni, calci. Qualcuno cerca
di separare, ma il messaggio che arriva dallo schermo è inequivocabile: la
pazienza dei cittadini è finita. Non si tratta di teppismo. Si tratta di
esasperazione.
I Carabinieri della Compagnia di Massafra sono intervenuti
rapidamente, hanno identificato il pakistano – già fermato in altre occasioni –
e hanno chiamato il 118 per le cure del caso. L’uomo, nonostante le lesioni
evidenti, ha rifiutato di sporgere denuncia. Un dettaglio che parla da solo:
forse perché sapeva di aver oltrepassato ogni limite, o forse perché
un’indagine più approfondita avrebbe potuto far emergere altri suoi precedenti.
Questo non è un fatto isolato. È il risultato diretto di un
modello di accoglienza senza regole che da anni importa uomini provenienti da
culture profondamente incompatibili con la nostra. Uomini che, spesso con
problemi di alcol e con un’idea di rispetto verso le donne che appartiene a un
altro secolo, si muovono liberi per le nostre strade, nei nostri bar, nelle
nostre piazze. E quando qualcuno osa dire “basta”, le istituzioni si affrettano
a ricordare che “la giustizia non si fa da soli”.
Ma la domanda vera è un’altra: perché questo pakistano, già
fermato in passato, si trovava ancora libero di girare ubriaco e di molestare
ragazze italiane? Chi ha deciso che la sua presenza sul territorio nazionale
fosse più importante della sicurezza delle nostre figlie?
L’articolo 52 del Codice penale parla di legittima difesa.
Quello che è successo a Massafra assomiglia sempre di più a una forma spontanea
di autodifesa collettiva di fronte a un pericolo concreto e ripetuto. Quando lo
Stato non garantisce la sicurezza, quando i rimpatri restano sulla carta e i
controlli sono una barzelletta, i cittadini finiscono per fare ciò che le
istituzioni non fanno più: proteggere le proprie donne.
Il video virale non è solo la cronaca di un pestaggio. È il
termometro di un Paese stanco. Stanco di vedere le proprie città trasformate,
stanco di dover spiegare alle figlie di stare attente perché “ci sono certi
tipi in giro”, stanco di essere accusato di razzismo quando chiede
semplicemente di poter vivere in pace nella propria terra.
Le forze dell’ordine hanno fatto il loro dovere
identificando l’uomo. Ora spetta alla politica fare il proprio: stop
all’immigrazione da Paesi ad alto rischio di integrazione, rimpatri immediati
per chi commette reati, tolleranza zero per chi non rispetta le regole del
Paese che lo ospita. Altrimenti, episodi come quello di Massafra non saranno
più eccezioni. Diventeranno la norma.
E allora non ci si dovrà più stupire se la gente comincerà
a pensare che l’unica giustizia rimasta sia quella che si fa da sé.
martedì 16 giugno 2026
Germania, 14enne decapitato da un richiedente asilo palestinese.
Jermaine B. aveva solo 14 anni, è stato ucciso poche
settimane fa a Memmingen, nel Land della Baviera, pochi chilometri a sud
rispetto a Stoccarda e a pochi a nord-ovest rispetto a Monaco. A togliergli la
vita, secondo quanto emerso, è stato un richiedente asilo palestinese, Qais
Saleh, 37enne presumibilmente nato ad Abu Qash in Cisgiordania, che si trovava
armato nell’edificio abbandonato in cui è stato trovato il corpo del piccolo,
colpito alla gola. Jermaine era scomparso da casa alcuni giorni prima e per
cercarlo erano stati fatti alzare in volo anche gli elicotteri ma solo dopo 3
giorni le forze dell’ordine l’hanno ritrovato.
Spagna, malata terminale di 69 anni violentata da un marocchino in ospedale.
Ibiza, Spagna – L’ospedale pubblico Can Misses di Ibiza ha
rafforzato i suoi protocolli di sicurezza dopo l’aggressione sessuale subita da
una paziente di 69 anni malata terminale di cancro, presumibilmente per mano di
un immigrato marocchino di 25 anni che è riuscito a entrare nel complesso
ospedaliero nelle prime ore del 14 maggio.
Secondo le indagini, l’aggressore è riuscito a forzare
diverse porte per raggiungere la stanza della donna, dove l’avrebbe minacciata
di morte. La paziente è riuscita a premere il pulsante di emergenza mentre
l’uomo la teneva per il collo e la minacciava di tagliarle la gola se avesse
chiesto aiuto.





















