Tutto comincia il 2 giugno 2024, quando il marocchino incontra una ragazza di vent’anni alla fermata dell’autobus. Il giorno successivo i due si incrociano di nuovo e, secondo la ricostruzione dei giudici, l’uomo approfitta delle sue condizioni – è affetta da un’importante forma di autismo – per avvicinarla e palpeggiarla. La ragazza riesce a sottrarsi e, una volta a casa, racconta quanto accaduto.
Da lì partono le indagini che porteranno
all’identificazione dell’uomo e poi al processo. In primo grado viene
condannato a quattro anni per violenza sessuale; in appello la pena scende a
due anni e otto mesi. Una volta tornato in libertà, si apre il capitolo del
rimpatrio. Il 57enne deve essere trasferito in un Cpr, ma per entrare nel
centro serve prima il via libera sanitario. Viene quindi portato a Ravenna per
l’accertamento previsto dalla procedura. La visita, però, non si fa: l’uomo
rifiuta di sottoporsi agli esami. Senza quella certificazione il trasferimento
si blocca e il marocchino può tornare a gironzolare indisturbato per la città.
