mercoledì 14 ottobre 2026

Un buon auspicio...


 

Dall'illusione di salvezza alla realtà della monnezza: una realtà che ha paralizzato un mondo con una pandemia farlocca, causata da un virus altrettanto farlocco che esisteva soltanto in quella immonda realtà.

Esisteva eccome, il virus! Proprio come esiste tutt’ora, e in tutte le sue nauseabonde varianti: siano esse di giacca e cravatta, di camice bianco e di toga nera.

È evidente che si è trattato di una esistenza precaria, poiché la corruzione - quand’anche fosse stata di una soltanto delle variabili - non avrebbe permesso alcuna pandemia.

Ci siamo capiti, no? 


Vorrei qui raccontare uno spiacevole episodio che mi ha visto protagonista in un supermercato, all'epoca della finta pandemia.

Era l'epoca della paura del contagio, delle mascherine, dei frequenti lavaggi con l'amuchina, sia all'entrata e anche all'uscita dal supermercato, poiché il terribile virus avrebbe potuto trovarsi ovunque, sia in entrata, ma anche in uscita.

L'ubiquità del virus terrorizzava a morte.

Inutile dire che l’umanità era ormai alla frutta. Infatti, guarda caso, mi trovavo proprio nel reparto frutta, nonostante il pericolo di un terribile virus che avrebbe potuto nascondersi perfino nei melograni, nelle arance, nelle banane… Ed è proprio qui, mentre stavo raccogliendo delle mele in un reparto frutta praticamente deserto che è apparso il serpente!

Strano perché a differenza di Adamo ed Eva non l’avevo notato, altrimenti mi sarei preparato di conseguenza, poiché a quei tempi, in cui la corruzione e la menzogna avevano partorito una delle più grandi balle della storia, ero abbastanza diffidente dell’altezzosa mascherata del deficiente, pardon volevo dire serpente, una mascherata che dimostrava soltanto una cosa: ovvero che l’infame propaganda non aveva trovato alcuna difficoltà nel friggere i cervelli di individui con poco cervello. È ovvio che laddove prevale la deficienza ci vuole sì pazienza, ma anche, e soprattutto, diffidenza, perché bisogna fare molta attenzione laddove scarseggia l’intelligenza.

Per cui sì, se ci fosse stata della gente avrei fatto quello che normalmente ho sempre fatto e che faccio ancora adesso, ovvero indossare i guanti.

La mia sbadata superficialità, per quanto innocente ed innocua, mi è costata un bello spavento (neanche fossi stato un vero bandito, un politico o uno scienziato da salotto televisivo).

Adesso, la mascherina non copriva affatto gli occhi dell’altezzosa deficienza, per cui ho avuto modo di vederla tutta la metamorfosi in cui la deficienza di un dottor Jekyll si trasformava nel terrore di un mister Hyde, mentre quest’ultimo mi redarguiva, sbraitando a più non posso, perché non indossavo i guanti.

A dire la verità non indossavo nemmeno la mascherina, ma bensì una copertura di convenienza, ricavata da un foulard blù che utilizzavo malgrado sembrassi un bandito.

Devo dire che la copertura western ha funzionato alla grande, almeno fino a quando non è subentrata le legge dei veri banditi, i quali, essendo gli stessi banditi della finta pandemia e del virus inesistente, hanno imposto le loro mascherine.

Morale della favola: il serpente - un uomo sulla sessantina vestito in giacca e cravatta, sbucato da non so dove - mi ha trovato veramente impreparato, così tanto che non ho saputo rispondergli altro che le parole seguenti: “il virus ha giacca e cravatta!”.

Dopo di che ho raccolto le mie mele e me ne sono andato, quando ancora l’eco di quelle parole echeggiava nell’indifferenza più totale, più paradisiaca e anche più promettente.

Sicuramente un buon auspicio…