Dall'illusione
di salvezza alla realtà della monnezza: una realtà che ha paralizzato un mondo
con una pandemia farlocca, causata da un virus altrettanto farlocco che esisteva soltanto in quella immonda
realtà.
Esisteva
eccome, il virus! Proprio come esiste tutt’ora, e in tutte le sue nauseabonde
varianti: siano esse di giacca e cravatta, di camice bianco e di toga nera.
È
evidente che si è trattato di una esistenza precaria, poiché la corruzione -
quand’anche fosse stata di una soltanto delle variabili - non avrebbe permesso
alcuna pandemia.
Ci siamo capiti, no?
Vorrei
qui raccontare uno spiacevole episodio che mi ha visto protagonista in un
supermercato, all'epoca della finta pandemia.
Era
l'epoca della paura del contagio, delle mascherine, dei frequenti lavaggi con l'amuchina,
sia all'entrata e anche all'uscita dal supermercato, poiché il terribile virus
avrebbe potuto trovarsi ovunque, sia in entrata, ma anche in uscita.
L'ubiquità
del virus terrorizzava a morte.
Inutile
dire che l’umanità era ormai alla frutta. Infatti, guarda caso, mi trovavo
proprio nel reparto frutta, nonostante il pericolo di un terribile virus che avrebbe
potuto nascondersi perfino nei melograni, nelle arance, nelle banane… Ed è
proprio qui, mentre stavo raccogliendo delle mele in un reparto frutta
praticamente deserto che è apparso il serpente!
Strano
perché a differenza di Adamo ed Eva non l’avevo notato, altrimenti mi sarei
preparato di conseguenza, poiché a quei tempi, in cui la corruzione e la menzogna
avevano partorito una delle più grandi balle della storia, ero abbastanza diffidente
dell’altezzosa mascherata del deficiente, pardon volevo dire serpente, una
mascherata che dimostrava soltanto una cosa: ovvero che l’infame propaganda non
aveva trovato alcuna difficoltà nel friggere i cervelli di individui con poco
cervello. È ovvio che laddove prevale la deficienza ci vuole sì pazienza, ma anche,
e soprattutto, diffidenza, perché bisogna fare molta attenzione laddove
scarseggia l’intelligenza.
Per
cui sì, se ci fosse stata della gente avrei fatto quello che normalmente ho
sempre fatto e che faccio ancora adesso, ovvero indossare i guanti.
La
mia sbadata superficialità, per quanto innocente ed innocua, mi è costata un
bello spavento (neanche fossi stato un vero bandito, un politico o uno
scienziato da salotto televisivo).
Adesso,
la mascherina non copriva affatto gli occhi dell’altezzosa deficienza, per cui
ho avuto modo di vederla tutta la metamorfosi in cui la deficienza di un dottor
Jekyll si trasformava nel terrore di un mister Hyde, mentre quest’ultimo mi
redarguiva, sbraitando a più non posso, perché non indossavo i guanti.
A
dire la verità non indossavo nemmeno la mascherina, ma bensì una copertura di convenienza, ricavata da un foulard blù che utilizzavo malgrado sembrassi un bandito.
Devo
dire che la copertura western ha funzionato alla grande, almeno fino a quando
non è subentrata le legge dei veri banditi, i quali, essendo gli stessi banditi
della finta pandemia e del virus inesistente, hanno imposto le loro mascherine.
Morale
della favola: il serpente - un uomo sulla sessantina vestito in giacca e
cravatta, sbucato da non so dove - mi ha trovato veramente impreparato, così tanto
che non ho saputo rispondergli altro che le parole seguenti: “il virus ha
giacca e cravatta!”.
Dopo di che ho raccolto le mie mele e me ne sono andato, quando ancora l’eco di quelle parole echeggiava nell’indifferenza più totale, più paradisiaca e anche più promettente.
Sicuramente
un buon auspicio…
