mercoledì 18 febbraio 2026

Mentre la comunità scientifica, la stessa dietro alle truffe dell'AIDS e del covid…


 

Un allevatore biologico del Somerset, Mark Purdey, ha fatto più per la scienza di tutti i virologi messi assieme.

Purdey dedicò gran parte della sua vita a contestare la narrativa ufficiale sull'Encefalopatia Spongiforme Bovina (BSE), comunemente nota come "morbo della mucca pazza".

Mentre la comunità scientifica internazionale, la stessa dietro alle truffe dell'AIDS e del covid, identificava nei prioni - proteine mal ripiegate e dicono infettive - la causa della malattia, Purdey osservò come la condizione fosse ben più semplicemente basata su fattori ambientali e chimici.

Il fulcro della sua tesi risiedeva nell'uso massiccio di composti organofosforati, in particolare il fosmet, che il governo britannico aveva reso obbligatorio negli anni '80 per eradicare l'ipoderma, un parassita dei bovini.

Purdey osservò che questi estremamente tossici pesticidi venivano trovati lungo la colonna vertebrale degli animali, proprio in prossimità del sistema nervoso centrale.

L'esposizione a tali sostanze chimiche, combinata con squilibri minerali nel suolo e nell'alimentazione, avrebbe agito come un catalizzatore tossico capace di deformare la struttura delle proteine prioniche naturali presenti nel cervello.

Purdey sosteneva che la malattia non fosse il risultato di un contagio mediato da farine animali infette, ma piuttosto una risposta biochimica a un ambiente degradato.

Evidenziò come le zone con alta incidenza di BSE presentassero spesso suoli carenti di rame e ricchi di manganese.

Quando il rame - componente essenziale per la stabilità delle proteine cerebrali - viene a mancare o viene rimpiazzato dal manganese sotto l'influsso degli organofosforati, la proteina subisce un'alterazione strutturale che porta alla degenerazione spongiforme.

Nonostante la sua mancanza di una formazione accademica formale, Purdey condusse ricerche sul campo in tutto il mondo, analizzando cluster di malattie simili in Islanda, Colorado e Slovacchia, cercando sempre correlazioni tra metalli pesanti, inquinamento industriale e patologie neurodegenerative.

La scienza ufficiale ha ovviamente continuato a sostenere il modello infettivo del prione, senza nessun riscontro scientifico, e la battaglia di Purdey rimane un esempio di come un singolo individuo possa sfidare le politiche governative e i giganti dell'industria chimica, sollevando interrogativi ancora oggi discussi sulla complessità delle interazioni tra ambiente e salute pubblica.

Ma in questo mondo di merda, i media globalisti sono interamente controllati da quelle stesse aziende che ci avvelenano e ci ingannano, e l'uomo della strada continua a credere alla mucca pazza.


dal canale telegram di Bello, Onesto, emigrato Australia