C'era una volta il ciarlatano.
La sua mancanza di empatia, intuibile già in quella pancia abnorme,
era quasi stampigliata sull’ampia e rugosa fronte che sovrastava l’occhio vigile
e indagatore. L’altro occhio, ricoperto da una benda di cuoio, l’aveva perso anni
addietro, probabilmente in seguito a qualche linciaggio.
Arrivava con la sua carrozza stracolma di unguenti
puzzolenti che lui stesso aveva provveduto a miscelare, utilizzando piscio di mucca,
cacca di cavallo e il nauseabondo liquame recuperato da qualche sputacchiera. A
volte l’odore degli unguenti era talmente maleodorante, che il ciarlatano doveva
aggiungere qualche sputazzo di whiskey che aveva sapientemente conservato dai suoi
gargarismi mattutini.
Dopo essersi sistemato nella piazzetta del paesello il
ciarlatano incominciava subito ad armeggiare sulla carrozza e, tra una
scorreggia e il fiatone ansimante come bufalo in calore, in men che non si dica
la trasformava in un rassicurante palco, con tanto di unguenti, a decine,
tutti in bella vista. A seguire, dopo una rassicurante tracannata di whiskey,
il ciarlatano incominciava a ciarlare dal suo palco.
“Udite, gente, udite.
Avete il mal di testa? Le emorroidi? Perdete i capelli? Qualche
callo vi fa male? Mal di pancia? Sonnolenza e stanchezza?
Nessun problema, Io sono Hantapharma, il big! Sono qui per
curare tutti i vostri mali.”
Fine della storia.
La definizione di ciarlatano - da Treccani.
“Chi un tempo, sulle piazze, cavava i denti o vendeva
rimedî che decantava miracolosi; la parola è rimasta in uso per indicare
prestigiatori, giocolieri, e in genere chi vende in pubblico prodotti specifici
o altre merci attirando la gente e incantandola con abbondanza di chiacchiere.
2. estens. Chi si spaccia per quello che non è, chi cerca il proprio guadagno
dandola ad intendere, impostore, gabbamondo…”
Insomma un ciarlatano è un truffatore. La realtà non è poi molto lontana dalla mia
storiella.
I ciarlatani ci sono ancora hanno soltanto cambiato i loro
unguenti. Quindi non più piscio di mucca, cacca di cavallo e sputacchiera, ma
bensì piombo, tungsteno, mercurio, cloruro di potassio, alluminio, cellule di
feti umani abortiti - e vivisezionati -, DNA di topo …
In fondo è questo il loro lavoro: far ammalare per poter
sopravvivere!
In questo contesto diventano indispensabili sia l’incompetenza
scientifica che l’architettura terroristica utilizzata per friggere i cervelli
della gente.
Così come è stato per la finta pandemia, denominata Covid
19, dove l’incompetenza e il terrorismo dei ciarlatani erano all’ordine del
giorno. Un continuo tamburo battente, 24 ore al giorno, tutti i giorni. Un
rumore a dir poco assordante, a nascondere la Verità sul virus inesistente, sui
tamponi farlocchi e sull’uccisione di migliaia di persone negli ospedali. Persone
imbustate nei sacchi neri e mandate al forno crematorio.
Inutile dire che il terrorismo e l'incompetenza scientifica (e l’invenzione dei microrganismi assassini) sono parti integranti e indissolubili di quel lavoro.
