La vitamina C (acido ascorbico) è essenziale per un
efficiente funzionamento del sistema immunitario.
La vitamina C ha doti battericide e batteriostatiche, nel
senso che distrugge o previene la crescita di organismi patogeni.
Detossifica e rende innocui veleni e tossine, controlla e
interviene attivamente nei processi di fagocitosi.
La vitamina C fa aumentare del 50% il glutatione dei
globuli rossi, composto la cui carenza provoca depressione immunitaria e danni
alle cellule.
I malati di cancro hanno solitamente concentrazioni molto
basse di vitamina C nel plasma sanguigno e nei leucociti del sangue.
Il livello di acido ascorbico nei leucociti dei malati di
cancro è così basso che i leucociti stessi non riescono a svolgere le loro
funzioni di fagocitosi, di assorbimento e digestione dei batteri e delle
cellule maligne nonself.
Una spiegazione ipotetica ma ragionevole, di tale basso
livello di vitamina C nel sangue dei cancerosi, è che i loro corpi usano la
vitamina C a disposizione nello sforzo improbo di controllare e contenere la
loro malattia.
Per tutti questi motivi, e per altri ancora, il fabbisogno
di 40-60 milligrammi al giorno di vitamina C consigliato dai nutrizionisti
dovrebbe essere notevolmente aumentato, come insegnano anche gli esperimenti
di Cambridge.
Con l’avvertenza importantissima, ripetiamo
importantissima, che la vitamina C si prenda a piene mani dalle uniche fonti
veritiere e genuine che sono frutta e verdura al naturale, dove il
bilanciamento perfetto di tutte le componenti nutritive impedisce pericolosi
fenomeni di esagerazione e di sovrabbondanza.
Il sistema renale, il pancreas, il fegato e la pelle,
ovvero il sistema emuntorio, non si scandalizzeranno per vitamina C naturale in
eccesso e la filtreranno fuori dal corpo con facilità irrisoria e senza
conseguenze corrosive.
Chi gioca invece l’impropria e l’insidiosa carta della
vitamina C sintetica, che è beninteso un farmaco con effetti collaterali come
tutte le vitamine e i minerali di sintesi che noi fortemente disapproviamo,
corre diversi pericoli.
Il rischio è di restare a corto di vitamina C se la
sintetica non viene assimilata per niente, come in genere succede.
In tal caso scatta l’emergenza interna e il corpo va a
pescare vitamina C dalle poche riserve interne, col meccanismo tipico della
stimolazione.
Se invece la sintetica venisse in qualche modo assimilata
perché il paziente vi si è assuefatto o abituato, occorre fare attenzione a
evitare le megadosi, capaci di causare calcoli da ossalato, distruzione di vitamina B12 che è antitetica alla vitamina
C, anemia perniciosa conseguente, urina molto costosa, sempre a patto che i
reni accettino senza problemi il filtraggio di tale eccedenza farmacologica.
In effetti, all’organismo interessano quantità piccole ma
continue di vitamina C.
La sua impossibilità di essere depositata e tesaurizzata
nel corpo, oltre i livelli ristretti della quota di emergenza, depone
decisamente a favore delle fonti alimentari naturali, o al massimo a favore di
estratti naturali a basso dosaggio, da ✔️peperone, ✔️rosa canina, e ✔️da altri frutti dotati di rutina (vitamina P,
sinergica della vitamina C) fattore di resistenza capillare, e di altri
flavonoidi essenziali per l’assorbimento dell’acido ascorbico.
Tratto da Alimentazione Naturale, Di Valdo Vaccaro.